È morto ad 88 anni Vittorio Taviani, un grande autore del cinema italiano

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Era malato da tempo Vittorio Taviani: si è spento a Roma all’età di 88 anni. Nella sua filmografia grandi titoli come “Padre Padrone” e “Cesare deve Morire”.

Dopo la recente notizia della dipartita di Miloš Forman, il mondo del cinema assiste ad un altro lutto: Vittorio Taviani si è spento ad 88 anni e solo l’anno scorso, assieme al fratello Paolo, aveva presentato alla Festa del Cinema di Roma il suo ultimo film adattato dal romanzo di Fenoglio e con protagonista Luca Marinelli, “Una questione privata“. Ad annunciare la notizia tramite l’Ansa è la figlia Giovanna; non ci saranno funerali pubblici ma  una cremazione tra parenti stretti e pochi intimi.

Nato San Miniato, in provincia di Pisa, Vittorio Taviani si avvicinò al cinema già nel corso degli anni ’50, quando (con Paolo) si occupò di diversi documentari a sfondo sociale e di stampo neorealista, tra cui San Miniato luglio ’44 che in sceneggiatura vanta la collaborazione di Cesare Zavattini. Dai primi lungometraggi girati all’inizio degli anni ’60 i fratelli italiani rimasero delle figure autorevoli del panorama cinematografico contemporaneo, accumulando premi tra i maggiori Festival d’Europa.

Padre Padrone” è probabilmente tra le loro opere più significative che, grazie ai temi trattati e al forte impatto visivo, gli valse riconoscimenti e prestigio internazionale: il film (1977) è tratto dal romanzo autobiografico di Gavino Ledda e ottenne a Cannes la Palma d’Oro e il Premio FIPRESCI (Premio della Critica). Anche la “Notte di San Lorenzo“, che racconta la seconda guerra mondiale nella campagna toscana, fu presentato al Festival del Cinema di Cannes conquistando il Gran Premio Speciale della Giuria, oltre che diversi David di Donatello e Nastri d’Argento. Anche in tempi recenti i due registi riuscirono a distinguersi con “Cesare deve Morire” (Orso d’Oro a Berlino), particolare lungometraggio tra il documentario e il dramma che narra la messa in scena del Giulio Cesare di Shakespeare da parte dei detenuti di Rebibbia. Senza alcun dubbio l’Italia perde una delle personalità più innovative degli ultimi tempi.

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