Hostiles, la recensione del nuovo western con Christian Bale

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Hostiles, la recensione del nuovo western con Christian Bale

Hostiles è il nuovo film di Scott Cooper, presentato alla Festa del Cinema con protagonisti Christian Bale e Rosamund Pike. Ecco la nostra recensione.

Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma (di cui è stato il film d’apertura), Hostiles – Ostili è finalmente arrivato nelle nostre sale. Realizzato da Scott Cooper, che sempre a Roma nel 2013 aveva presentato il suo secondo lungometraggio: Out of the Furnace, grazie a cui aveva riscosso un tiepido consenso. Ancora una volta Cooper torna a giocare con i classici generi americani, confrontandosi stavolta con il Western, ma non visto secondo i canoni classici dell’azione e della messinscena confusa, ma filtrato dal gusto (post)moderno per la formalità e i tempi lunghi. 

Sin dalle prime inquadrature si nota come Hostiles assecondi certe ispirazioni del regista che avevamo già riscontrato nelle sue opere precedenti, ad esempio il tentativo di raccontare l’America di oggi attraverso la rappresentazione di situazioni appartenenti ad un passato lontano, l’analisi dell’animo umano con le sue numerose sfaccettature, nonché un gusto spiccato per determinate soluzioni visive – come i campi lunghissimi – che lo rendono un regista adatto per un genere come il Western.

Hostiles, la recensione del nuovo western con Christian Bale

Hostiles racconta la storia del capitano dell’esercito Joseph J. Blocker (Christian Bale) che viene incaricato di scortare Yellow Hawke (Wes Studi) – un capo Cheyenne in fin di vita – e la sua famiglia nella loro terra natia. Il gruppo verrà messo a dura prova da forze interne ed esterne nel tentativo di attraversare una natura selvaggia ed inospitale, in cui fra difficoltà, scontri e riflessioni ognuno dei protagonisti capirà molto su se stesso e sugli altri.

Nonostante sia un Western ambientato nel lontano 1892, Hostiles si presenta come un’analisi dell’America odierna e delle sue contraddizioni. La pellicola infatti, più che porre la sua attenzione sul puro accadimento filmico, tende a soffermarsi sulle reazioni che determinate azioni causano nell’animo dei personaggi. Uno studio sui tipi umani che Cooper aveva già iniziato nel suo primo lungometraggio, Crazy Heart. La violenza allora diventa, nelle mani del regista, un malleabile strumento di analisi e di coesione: il pericolo esterno costringe il gruppo ad unirsi e a superare le divergenze interne che passano così in secondo piano, mentre la convivenza e il dialogo si rivelano luoghi di comprensione della sofferenza altrui.

Hostiles, la recensione del nuovo western con Christian Bale

Seppur aiutato da un intento condivisibile e tutto sommato raggiunto, Hostiles ha alcuni difetti evidenti, in particolare la ripetitività di alcune situazioni e l’eccessivo soffermarsi su altre, due aspetti che rendono alcune parti della pellicola decisamente stucchevoli. I personaggi secondari inoltre non convincono, e se i protagonisti vengono tratteggiati dettagliatamente, gli altri sembrano figurine con cui risulta difficile empatizzare, anche per la troppo ridotta presenza di alcuni di essi sullo schermo in termini di tempo. Il lavoro fatto da Cooper per tentare di costruire un cast corale in cui ogni personaggio abbia una certa rilevanza è evidente, eppure molti avrebbero meritato di essere più approfonditi.

Forse è proprio per il peso dato ai due protagonisti che non ha permesso al regista di soffermarsi in maniera convincente sugli altri. Ad ogni modo, i due protagonisti sono in grado di reggere da soli il peso della recitazione. Christian Bale, caratterizzato in maniera decisa ma non macchiettistica, regala una performance molto convincente. Il suo capitano Blocker risulta affascinante non tanto per come è scritto, quanto per come è visto. L’attore inglese con la sua espressività riesce a comunicare anche senza parlare, garantendo al suo personaggio una profondità incredibile. Rosamund Pike (Rosalie Quaid) interpreta invece un ruolo che le riesce sempre bene: quello della donna ferita, mentalmente sull’orlo di una crisi ma allo stesso tempo forte e coraggiosa, una cowboy femminile che rovescia i ruoli tipici del Western

Hostiles, la recensione del nuovo western con Christian Bale

Quella di Cooper è una parabola discendente, che non riesce a raggiungere le vette toccate dall’ottimo Crazy Heart. Il suo secondo film, Out of the Furnace, e il terzo, Black Mass, sono comunque buone prove con cui Cooper dimostra di avere tanto da dare. Forse il regista deve ancora trovare la sua strada, infatti nonostante l’ottima recitazione, l’intento umanistico e la regia impeccabile, i difetti sono così evidenti da pregiudicare la piena riuscita di Hostiles. La narrazione risulta troppo dilatata, e se in alcuni punti riesce a coinvolgere e ad emozionare, in altri è statica e stucchevole. Il peso dato ai due protagonisti infine, non è sufficiente a bilanciare la leggerezza con cui vengono trattati la maggior parte dei personaggi secondari.

Leggi anche la recensione di The Place.

Studente di Cinema. Faccio molte cose come fotografare, scrivere e bere ma non me ne riesce bene nessuna. Forse l’ultima un pò meglio delle altre.

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