Loro di Paolo Sorrentino sarà il compimento della poetica del regista

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Loro di Paolo Sorrentino sarà il compimento della poetica del regista

Il prossimo film di Paolo Sorrentino, di cui ieri è uscito il teaser trailer, riprende i temi più cari al regista napoletano portandoli a compimento.

Paolo Sorrentino sta per tornare con un nuovo film. La pellicola, il cui titolo è Loro, sarà un biopic particolare sulla vita di Silvio Berlusconi, che dovrebbe riprendere in parte gli stilemi già visti ne Il Divo, in cui il soggetto politico al centro della narrazione era Giulio Andreotti. Ieri, è uscito il primo breve teaser trailer del film, e da esso risulta evidente come il progetto cinematografico del regista napoletano sia coerente, e come esso abbia tracciato un percorso negli anni di cui Loro è il pezzo mancante, il compimento perfetto.

Dalle prime immagini, e dai temi trattati, si intuisce come la narrazione sia costituita da due pilastri fondamentali, che Sorrentino non aveva mai trattato contemporaneamente in maniera così esplicita. Eppure entrambi sono temi con cui si è confrontato in maniera più o meno profonda nel corso degli anni e nelle varie opere, e a Loro spetta il compito di riunirli. Da una parte, c’è il rapporto con il potere e le persone che lo detengono, dall’altra la vita mondana e la sua superficialità.

Loro di Paolo Sorrentino sarà il compimento della poetica del regista

L’attenzione di Sorrentino è stata catturata negli ultimi anni dalla scena politica, o meglio, dai personaggi che fanno parte di essa, analizzati sia in base all’immagine esteriore che essi vogliono dare, sia da un punto di vista interno che ne esalta le peculiarità caratteriali e la vita dietro ai riflettori. Un’operazione che il regista ha compito con il recente The Young Pope, quadro grottesco della vita di un Papa fittizio dedito alla manipolazione e al machiavellismo; ma che costituiva in maniera ancora più spiccata la base narrativa de Il Divo, film sulla vita di Giulio Andreotti.

Se la serie TV con protagonista Jude Law costruisce un racconto artificiale della vita di un personaggio verosimile ma inesistente, il film con Toni Servillo invece si concentra sulla figura di Andreotti cercando di raccontarne le diverse sfaccettature, che comprendono sia la vita pubblica che quella privata. In entrambi i casi assistiamo ad una rappresentazione filmica dalla duplice valenza: oltre alla visione delle azioni compiute in nome dello Stato (nel caso di Andreotti) o della Chiesa (nel caso di Lenny Belardo), la macchina da presa ci permette di assistere anche agli aspetti nascosti della vita dei due personaggi. Una tecnica cinematografica che tende ad assegnare ad ogni azione una motivazione diretta, attraverso la messa in scena di elementi privati come comportamenti, discorsi, e aspetti del carattere che sono la base delle scelte che formano la vita politica.

Loro di Paolo Sorrentino sarà il compimento della poetica del regista

Oltre al politico, l’aspetto mondano è presente in molti film del regista, diventando nel caso de La Grande Bellezza l’elemento fondamentale intorno a cui ruota la vita del protagonista Jep Gambardella, diviso tra una certa spinta artistica e vitale, a cui fa da contrappunto la frivolezza delle feste. Di esse, Sorrentino mette in evidenza il carattere più banale e lontano dalla gente comune, rappresentando personaggi che fanno parte di un’alta società che è lontanissima dalla condizione della classe media.

Una vita agevole in cui la maestosità delle feste non è altro che la vuota superficie che ricopre un vuoto esistenziale, che inghiotte le persone che lo abitano senza lasciare via di scampo. La soddisfazione dei piaceri più bassi è filtrata da un occhio che rende elegante qualsiasi bassezza, mentre la pellicola gioca sul contrasto fra l’immagine esteriore e gli stereotipi che accompagnano ogni figura, e la negazione di essi. Per cui incontriamo Ramona, la spogliarellista che ha in realtà un animo molto più nobile di quello di alcuni membri della borghesia, il Cardinale che è più interessato alla cucina che alla Fede, oltre a un insieme di personaggi la cui vita apparentemente tranquilla maschera in realtà problemi profondi e vizi oscuri.

Loro di Paolo Sorrentino sarà il compimento della poetica del regista

Un insieme di suggestioni che molto probabilmente andranno a comporre l’impianto su cui sarà costruito Loro, collegati in maniera diretta alla rappresentazione della figura di Silvio Berlusconi, un uomo in cui da sempre politica e mondano sono legati in maniera indissolubile. Sono note a tutti le storie su Villa San Martino ad Arcore, residenza dell’ex premier in cui fra pratiche sessuali, festini a base di droga e accordi segreti veniva decisa la strada politica del nostro Paese.

Nei pochi secondi del teaser, oltre ad un’atmosfera festaiola che ricorda i toni de La Grande Bellezza, si ha una visione fugace dell’ex moglie di Berlusconi, Veronica Lario, interpretata da Elena Sofia Ricci, da cui è evidente che la pellicola non risparmierà la vita privata del Cavaliere, che sarà indagata per costruire un ritratto della personalità di Berlusconi che comprenda i vari aspetti della sua vita. Loro si preannuncia come la summa della poetica sorrentiniana, e soprattutto della tendenza più prettamente analitica che riguarda la rappresentazione della società italiana attraverso i suoi simboli. La conclusione di un percorso coerente arrivato al suo compimento.

Leggete anche il nostro focus su Nicolas Cage.

Studente di Cinema. Faccio molte cose come fotografare, scrivere e bere ma non me ne riesce bene nessuna. Forse l’ultima un pò meglio delle altre.

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