L’assassinio di Gianni Versace: recensione ep. 7 – Ascesa

In Ascesa, settimo episodio de L'assassinio di Gianni Versace, scopriamo come il seme della violenza si è innestato nella mente di Andrew.

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assassinio di Gianni Versace

Ci stiamo avvicinando alla conclusione de L’assassinio di Gianni Versace, seconda stagione della serie antologica American Crime Story. Il percorso delineato da Tom Rob Smith appare ormai delineato e questa settima puntata non fa che aggiungere dei tasselli fondamentali che permetteranno (o meglio, che dovrebbero permettere) all’opera di giungere ad una conclusione appropriata e convincente. È quindi in questa ottica che va letta Ascesa che si presenta estremamente equilibrata e priva di evidenti novità ma, allo stesso tempo, ricca di spunti coerenti e che vanno fungere da completamento ai due percorsi, quello della famiglia di Gianni e quello della torbida vicenda di Andrew.

“Sentirmi dire di no è come sentirmi dire che non esisto”

Probabilmente in questo virgolettato si può vedere tutto il significato del percorso del personaggio di Darren Criss. Quello di un ragazzo che è pronto a fuggire, a mentire fino ad arrivare ad uccidere pur di evitare di essere rifiutato. Ascesa è probabilmente l’episodio che porta al termine la descrizione del quadro psicologico di Andrew Cunanan e lo fa decretando, di fatto, l’incapacità di comprenderlo. I passaggi fondamentali sono molti e non precludono un’attenta analisi della società statunitense chiusa ed estremamente ipocrita, prima di tutto con se stessa. Estremamente significativo è ad esempio il fatto che Andrew arrivi a negare le sue origini asiatiche rivendicando però quelle latine, solo perchè “vendono di più”. Rinnegare una minoranza per passare ad un’altra minoranza. Questo settimo episodio racchiude poi un altro tassello fondamentale nel percorso del personaggio ovvero è qua che viene innestato in Andrew il seme della violenza e, con esso, un ottimo pretesto. Stiamo parlando della scena dell’omicidio di Lincoln a cui assiste ed alle successive parole di un Norman ignaro di quello che sta generando. <<Ci ammaliamo? È colpa nostra. Veniamo uccisi? È colpa nostra. Possono rapinarci, picchiarci, ucciderci, e la passeranno liscia.>> E così in un breve lasso di tempo Andrew vede la violenza come un mezzo per raggiungere i propri obiettivi e la miopia omofoba americana come un’opportunità per poterlo fare indisturbato. Con gli ultimi due episodi, L’uomo Giusto (titolo originale Descent) e Ascesa, L’assassinio di Gianni Versace porta al termine la descrizione di un personaggio, grazie ad un’impeccabile scrittura ed a una prova di Darren Criss straordinaria, divorato dall’ambizione di essere un uomo ideale.

L'assassinio di Gianni Versace

La “vera” Donatella ed il “vero” Gianni al centesimo anniversario di Vogue nel 1993

Eredità

Parallelamente l’episodio ci riporta all’interno delle dinamiche della famiglia Versace mostrandoci un Gianni, cui verrà trovato un cancro all’orecchio, intento a responsabilizzare Donatella ed a prepararla ad un futuro dove lui non ci sarà, garantendo così al marchio una vita più lunga di quella del suo creatore. Il peso di questa responsabilità è però altissima e, in un primo momento, il personaggio di Penélope Cruz non pare pronto a sopportarlo, è convinta di non avere le qualità necessarie, siano esse artistiche o caratteriali. È però in questo punto che si vede l’enorme qualità degli autori de L’assassinio di Gianni Versace riuscendo a ricondurre la complessità dell’argomento e della vicenda ad un singolo momento ricco di arte e poesia. La creazione dell’abito a quattro mani, la sfilata al party del centesimo anniversario di Vogue ed il ritirarsi di Gianni, lento e delicatissimo, che lascia Donatella sola, spaventata ma estremamente fiera (ottima in questo frangente la Cruz) davanti ai flash dei fotografi funge perfettamente da metafora del processo precedentemente descritto andando a comporre uno dei momenti più alti della serie.

Ascesa è quindi una puntata che potrebbe apparire anonima e senza guizzi ma che trova la sua ragion d’essere nel completare la descrizione dei suoi personaggi e delle loro dinamiche e che ci porta verso un finale ancora ricco di incognite e che potrete continuare a seguire qua su Ciakclub

Semplicemente appassionato ed affamato di tutto ciò che riguarda la cultura e l’arte popolare (nel senso letterale del termine): fumetti, libri, fotografia, tv e, ovviamente, cinema, che ne è il massimo esponente e la massima espressione.

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