The Night Of, recensione del crime da incubo targato HBO

La recensione del prodotto di Richard Price e Steven Zaillian, ancora oggi uno dei lavori migliori del genere crime e noir

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Riz Ahmed (Nasir Khan)

Dopo essersi ripresi dai dolori intestinali causati dalla seconda stagione di True Detective, HBO regala al grande pubblico un’altra miniserie crime, stavolta senza mancare il bersaglio. The Night Of riesce, infatti, a convincere pubblico e critica e permette all’attore Riz Ahmed di conquistare il primo Emmy della sua carriera.

Il prodotto confezionato da Richard Price e Steven Zaillian ha per protagonista Nasir, brillante studente di origine pakistane con la faccia da bravo ragazzo. Durante una serata conosce Andrea, provocante ragazza sola nella notte newyorkese. I due dopo essersi divertiti in giro decidono di dirigersi nell’appartamento di lei ricominciando a bere, a drogarsi e infine a fare sesso.

Nasir (Riz Ahmed) e Andrea (Sofia Black D’Elia) durante l’infausta notte

Nasir, durante queste scene, ci viene illustrato decisamente impacciato dalla sapiente regia. Di contro la sua partner pare molto più avvezza a questo genere di passatempi.
Poco prima dell’alba il ragazzo si sveglia e scopre il corpo di Andrea pugnalato più volte alla schiena. Preso dal panico scappa dall’appartamento, non prima di aver eliminato qualche prova della sua presenza.

Ancora sconvolto dalla visione salirà in macchina cercando di raggiungere casa, ma verrà fermato da due poliziotti, i quali, resisi conto del suo stato, lo accompagneranno alla stazione di polizia più vicina dove trascorrerà le successive ore. Da questo punto cominciano gli avvenimenti che potrebbero essere definiti spoiler e pertanto non ci dilunghiamo oltre per permettervi di apprezzare uno degli episodi pilota più belli degli ultimi anni.

John Turturro nei panni dell’avvocato John Stone

Quello che emerge dal comparto tecnico è una già citata ottima regia che dedica particolare attenzione ai dettagli come i volti e le parti del corpo dei protagonisti. La macchina da presa si muove pochissimo, prediligendo campi e controcampi che dettano perfettamente i tempi ai dialoghi che scandiscono gli otto episodi. Una realizzazione perfetta della fotografia regala a New York neri intensi senza rendere cupa l’atmosfera della vicenda.

Le interpretazioni degli attori, come da tradizione HBO, sono convincenti e credibili. Sopra tutti John Turturro (qui meno Jesus Quintana e più Saul Goodman), interprete di un buffo avvocato azzeccagarbugli (John Stone), e di Riz Ahmed nella parte del protagonista Nasir. Ottime le prove di Michael K. Williams (Freddy), Bill Camp (detective Box) e Amara Karan (Chandra).

Ciò che colpisce di questa miniserie è sopratutto la sceneggiatura ed il taglio che essa conferisce alla vicenda. Sin da subito, infatti, l’incredulità ed il terrore negli occhi di Nasir contrastano con la superficialità ed il pressappochismo degli inquirenti, primo fra tutti il detective incaricato di indagare sui fatti.

Il detective Dennis Box (Bill Camp)

Questi avrà come unico scopo condannare il suo colpevole, per lui chiaro sin da subito, senza alcun interesse nello scoprire la realtà degli avvenimenti, in quello che sin dalle prime battute appare come ordinaria amministrazione. La vicenda avrà impatti devastanti sulle vite dei protagonisti, a partire da Nasir e famiglia, ma anche su quella degli avvocati, degli inquirenti e degli amici. Perché difatti è proprio questo ciò di cui parla la serie: un dramma sociale a tinte noir.

La storia, pertanto, non può essere definita un giallo. La volontà degli autori è quella di mostrare l’impatto di una vicenda straordinaria su individui ordinari, adoperando come sfondo il sistema giudiziario americano, le tensioni sociali fra minoranze etniche (Nasir e la sua famiglia sono pakistani, pertanto musulmani) e le microsocietà presenti nei carceri, una tana di lupi alla quale il nostro protagonista dovrà adattarsi velocemente.

Per un maggiore approfondimento di quest’ultimo tema vi rimandiamo alla visione di XIII Emendament, documentario Netflix che tratta delle incarcerazioni di massa degli ultimi decenni negli USA in correlazione alla fine della schiavitù del XIX secolo.

The Night of ha debuttato negli Stati Uniti il 10 luglio accompagnata da un giudizio pressoché unanime da parte della critica, che l’ha definita un piccolo gioiello. Da noi è stata trasmessa da Sky Atlantic a partire dal 25 novembre 2016 in prima serata.

Per mettermi i piedi in testa ci vuole Ben Affleck

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